Copertina del volume: Il Master di Ballantrae

Robert Louis Stevenson

Il Master di Ballantrae

A cura di Masolino d’Amico
Con uno scritto di Jean Echenoz

Biblioteca Adelphi, 790
2026, pp. 314
isbn: 9788845940934

€ 22,00 · In libreria dal 30 giugno
IN COPERTINA
Jean Louis Ernest Meissonier, La fine del giuoco di carte (1865). The Walters Art Museum, Baltimore, MD (Acquired by Henry Walters, 1898).
SINOSSI

«Come le intelligenze vaste, nitide e vertiginose, quella di Robert Louis Stevenson era attratta dal Male Assoluto» ha osservato Pietro Citati. E l’enigma del male, la perversa fascinazione che esercita quando si presenta dietro una sfolgorante facciata di eleganza sono al cuore di questa storia di implacabile rivalità fraterna. Non meno che il dottor Jekyll e il signor Hyde, James e Henry Durie, discendenti della nobile casata scozzese di Durrisdeer, incarnano princìpi inconciliabili: se James, Master di Ballantrae, è un «diabolico dissimulatore», irresistibile e scellerato, con «tutta la gravità e un che dello splendore di Satana nel Paradiso perduto», il cadetto Henry ha il volto opaco della rettitudine, della prudenza, dell’ostinata mediocrità morale. L’insurrezione giacobita del 1745, che li vede – per mero opportunismo – appoggiare fronti opposti, e la presunta morte in battaglia del primogenito, che consegna a Henry titolo e promessa sposa del fratello, pongono le fondamenta di un conflitto insanabile. Il ritorno di James – revenant animato, dietro una maschera di garbo, da un odio inestinguibile che presto finirà per consumare anche Henry – darà infatti avvio a una persecuzione senza tregua che, fra molte peripezie, attraversa i decenni e i continenti, toccando Europa, Indie orientali e le lande selvagge dell’America. Un racconto tragico e magnetico – affidato a Mackellar, scrupoloso amministratore delle proprietà di famiglia –, con cui Stevenson, forte della sua «capacità stregonesca di muovere immagini improbabili lungo tracciati insieme labirintici e fulminei», come scrisse Giorgio Manganelli, getta ancora una volta sul lettore un oscuro incanto.

«Il palpito più intenso della mia vita letteraria, come di molti altri, è stato Il Master di Ballantrae – un cristallo duro e puro, ragazzo mio, l’opera di un’arte suprema e ineffabile» (Henry James, in una lettera a Robert Louis Stevenson, 1890).

«Il Master è tutto quello che so del diavolo» (Robert Louis Stevenson).

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