Lawrence Osborne
L’angelo in fiamme
Fabula, 438
2026, pp. 318
isbn: 9788845940989
Manhattan Bridge, Java Road, Oman, Messico: l’esotismo è una seconda pelle; l’alcol un palliativo sempre a portata di mano; il pericolo un compagno di viaggio insostituibile. Sono temi, scenari, atmosfere che nei suoi romanzi Lawrence Osborne padroneggia da anni con ineguagliabile maestria: come in questi racconti – per la prima volta radunati in volume –, nei quali di ogni storia riesce a distillare il meglio, il nucleo più intenso e avvincente. Vi incontreremo uno spregiudicato broker americano che, durante la crisi del mercato immobiliare cinese, cade nella rete di un banchiere di Hong Kong ancora più avido di lui; un’entomologa che, dopo uno tsunami alle isole Andamane, scopre il modo di farsi finalmente un nome nel mondo scientifico sfruttando biecamente una situazione macabra, atroce; una ricca coppia newyorkese che non sa cogliere né le premonizioni né le prime avvisaglie e nemmeno i nudi fatti del disastro che finirà per travolgerla. Sempre incombe su di loro, come sui protagonisti delle altre avventure, un senso di tragedia, e né la razionalità né il cinismo con il quale tentano di mascherare la disperazione serviranno a proteggerli. Il destino li attende inesorabile al capolinea – all’altro capo del mondo o davanti alla porta di casa.
«Nei mondi immaginari di Osborne, fatti di eclissi, vulcani e tsunami, la separazione
tra realtà esteriore e vita interiore è sfumata – e noi assistiamo all’avvincente, vertiginosa distruzione di entrambe» («The Spectator»).