Yasmina Reza
Da nessuna parte
Fabula, 432
2026, pp. 154
isbn: 9788845940767
A molti dei lettori che da tempo la seguono piacerebbe sapere qualcosa di più su una scrittrice che in tutti questi anni ha svelato pochissimo di sé, che è rimasta discreta sulla propria intimità e sul proprio passato – e agli intervistatori che tentavano di addentrarsi in quei territori non diceva mai la verità. In questo volume, dove l’autrice stessa ha deciso di riunire i suoi primi libri «di letteratura», quei lettori appassionati scopriranno invece, attraverso brevi, a volte brevissimi, aneddoti, ricordi, riflessioni, confessioni – «fotografie soggettive della vita» –, una Reza pronta a mostrare loro la propria fragilità, la propria «anima messa a nudo»: la struggente tenerezza per i figli, bambini e poi adolescenti, la nostalgia per qualcosa che non tornerà più (il «sorriso sdentato» della piccola Alta, per esempio), gli ultimi giorni di suo padre, la consapevolezza di non appartenere ad alcun luogo, di non avere radici... Ritroveranno anche, distillati in questi frammenti, tutti i temi che ricorrono nelle pièce e nei romanzi – il tempo, l’identità, la memoria, gli affetti, la morte –, ma affrontati da una prospettiva più privata e inattesa. E soprattutto uno sguardo che non somiglia a nessun altro e una scrittura di perfetta, magistrale eleganza.
«Leggere Reza è estrarre la verità dalla retorica: riappropriarci di certi sguardi inconsueti, saper maledire il passare del tempo, imparare a goderci chi si arrabatta al posto nostro» (Marco Missiroli, «Corriere della Sera»).