Georges Simenon
La vecchia
Biblioteca Adelphi, 783
2026, pp. 167
isbn: 9788845940682
«Lei non ha mai scritto niente di simile» disse una volta Paul Morand a Simenon, dopo aver letto La vecchia. Il romanzo è quello che, a teatro, si definirebbe un huis clos : una vicenda la cui azione si svolge quasi interamente in uno spazio chiuso. La scena è un appartamento dell’Île Saint-Louis, a Parigi, dove quattro donne si osservano, si spiano, pronte in ogni momento a umiliare e a colpire. Sophie Émel, la proprietaria – celebre paracadutista che conduce un’esistenza molto dissipata e molto alcolica, e condivide la propria stanza da letto con giovani donne più o meno sbandate –, ha accettato, per una sorta di svagata curiosità, di ospitare la nonna, che non vede da tempo: una temibile ottantenne che si era barricata nella sua casa destinata alla demolizione, minacciando di buttarsi dalla finestra. Tra la giovane e la vecchia si innesca un complicato gioco al massacro, fatto di reciproci sospetti e sottili crudeltà, che finisce per coinvolgere anche l’ultima amichetta di Sophie e l'occhiuta domestica. In un’atmosfera ogni giorno più claustrofobica e inquietante, Simenon compone, in modo magistrale, un crescendo che sfocerà, inesorabilmente, nel la violenza.
«Aveva ragione, caro Simenon, a dichiararsi soddisfatto della Vecchia, quando me ne parlò, nel suo ufficio, la primavera scorsa. Lei non ha mai scritto niente di simile. Magnifico!... » (da una lettera di Paul Morand, autunno 1959).