SINOSSI

Ai bianchi, soprattutto a quelli giovani, fragili e sprovveduti come Joseph Timar, capita, quando arrivano nelle colonie, di prendere un «colpo di luna». Dell’Africa sanno solo quello che hanno letto nei libri, e credono di partire per la grande avventura. Ma allorché si trovano di fronte la faccia vera e torbida del mondo coloniale – da una parte la massa apatica, inafferrabile, minacciosa dei neri, dall’altra la comunità dei bianchi, formata da mediocri funzionari più o meno cinici, più o meno corrotti, e da naufraghi della vita abbrutiti dal caldo, dall’alcol e dalle febbri tropicali –, qualcosa in loro si rompe, perdono il senso dell’orientamento e hanno l’impressione di essere rimasti irrimediabilmente invischiati in qualcosa di oscuro e sfuggente. Timar ha lasciato La Rochelle pieno di entusiasmo e di spavalderia. E quando si è seduto per la prima volta nella grande sala dell’Hôtel Central di Libreville, immersa nella penombra e con le pareti adorne di maschere tribali, e il boy gli ha servito un whisky, si è sentito un vero colono. Poi però c’è stata la sua prima notte africana, piena di fruscii, di rumori indefinibili, tutto un brulicare di insetti sconosciuti. Al suo risveglio, sulla porta c’era Adèle, la moglie del proprietario, che esaminava il suo corpo nudo di adolescente ancora odoroso di letto con uno sguardo carico di una sensualità vagamente intenerita, quasi materna – ma anche di ironia. E c’è stata la sera della festa, la sera in cui il boy dell’Hôtel Central è stato assassinato. Tutti sanno chi ha sparato, ma i codici di quel mondo impongono il silenzio. Solo che il silenzio, per Timar, si popola di fantasmi inquietanti. Scritto in un periodo di prodigiosa creatività, Colpo di luna è un romanzo che si addentra con chiaroveggenza in uno scenario di tenebre, raccontando la stessa Africa che, negli stessi anni, per ominosa coincidenza, evocava Céline nel Viaggio al termine della notte.
Scritto a Marsilly nel settembre del 1932 (al ritorno da un viaggio in Africa durato due mesi), Le coup de lune apparve a stampa nella primavera del 1933.

Volumi dello stesso autore
All’incrocio tra cronaca nera, reportage e autobiografia, un libro che rappresenta un unicum nella produzione narrativa di Simenon.
Traduzione di Pia Cigala Fulgosi
Con una Nota di Benoît Denis
Piccola Biblioteca Adelphi, 838
2026 / pp. 217 / € 15,00  € 14,25
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Georges Simenon

I complici

In un universo solo apparentemente equilibrato, la sessualità impudica, irrefrenabile di una donna porta disordine e morte.
Traduzione di Laura Frausin Guarino
gli Adelphi, 738
2026 / pp. 169 / € 12,00  € 11,40
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Georges Simenon

Domenica

«Simenon riesce a farci entrare, in modo efficacissimo, nel retrobottega dell’animo umano» (Philippe Claudel).
Traduzione di Daniela Salomoni
Biblioteca Adelphi, 789
2026 / pp. 159 / € 18,00  € 17,10
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2026 / pp. 159 / € 18,00  € 17,10
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Georges Simenon

La vecchia

«Aveva ragione, caro Simenon, a dichiararsi soddisfatto della Vecchia, quando me ne parlò, nel suo ufficio, la primavera scorsa. Lei non ha mai scritto niente di simile. Magnifico!... » (da una lettera di Paul Morand, autunno 1959).
Traduzione di Simona Mambrini
Biblioteca Adelphi, 783
2026 / pp. 167 / € 18,00  € 17,10
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2026 / pp. 167 / € 18,00  € 17,10
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