Irène Némirovsky
La notte in treno
e altri racconti
Biblioteca Adelphi, 791
2026, pp. 265
isbn: 9788845941337
Se i racconti giovanili di Irène Némirovsky trattavano gli stessi temi dei romanzi coevi – l’amore, la nostalgia, il disinganno, l’ambizione, l’avidità, l’ipocrisia dei legami familiari, il rimpianto per le occasioni mancate, l’impossibile assimilazione – con una leggerezza mondana, sia pur velata spesso di malinconia, quelli composti dal 1938 in poi, nell’ultima, febbrile stagione della sua scrittura, offuscata dalla minaccia della persecuzione e della guerra, hanno un tono più grave, a volte quasi cupo. Rimane però immutata l’assoluta padronanza della «forma breve» – quella che secondo Poe offre «l’occasione migliore per dispiegare il massimo talento». Così come immutate sono l’acutezza di uno stile capace di sbalzare, con minimi e tuttavia esattissimi dettagli, un carattere, uno stato d’animo, un’atmosfera, e quella che Henri de Régnier aveva definito l’«implacabile compassione» di Némirovsky – nonché la sua, altrettanto implacabile, ironia. E se molti dei personaggi che popolano queste pagine potrebbero essere usciti da Suite francese, il grande romanzo a cui la scrittrice lavorò fino al giorno del suo arresto – mogli e fidanzate di soldati diretti al fronte, uomini avviati verso un destino fatale, individui presi nell’ingranaggio della Storia, imboscati bramosi unicamente di salvare le loro collezioni di quadri e di porcellane –, ognuno dei racconti qui radunati possiede una sua assoluta originalità, una densità e una forza che si scolpiscono per sempre nella memoria del lettore.
«È la più brava... Collezionare tutti i libri di Irène Némirovsky è il miglior antidoto alla grettezza che si possa immaginare» (Valeria Parrella).
«La varietà di toni e atmosfere in questi racconti è impressionante, così come la precisione di scrittura» (Mariarosa Mancuso).