Maria Lazar
Quattro volte me
A cura di Albert C. Eibl
Biblioteca Adelphi, 786
2026, pp. 186
isbn: 9788845940941
Le piccole donne di Maria Lazar sono Grete, Anette, Ulla e l'anonima narratrice che parla in queste pagine. La sua confessione, concitata e rapinosa, suscita in noi un crescente turbamento, perché la sua voce si mimetizza con le altre, a scuola le capita di dimenticare il suo nome, di rispondere all’insegnante con la voce di Grete, di scrivere un tema con la grafia di Ulla, di patire nella carne il dolore delle amiche. Una presenza, che lei chiama «l’Estranea», la spia dagli specchi e dalle finestre, e si fa via via sempre più ardita e invadente. Ma è proprio questa natura frantumata e plurima a fare di lei la cronista di una storia collettiva. La storia di Grete, che sembra sedere «in una nube tiepida e fragrante»; di Ulla, «occhi d’acqua ghiacciata», atletica e sagace; della frivola e svagata Anette, dalle «lunghe gambe a pertica» – e di tante altre. Di tutte le giovani donne travolte dall’ansia e dallo spaesamento che spirano come un vento malevolo nell’aria di Weimar. Donne inassimilabili l’una all’altra, eppure accomunate da un unico destino: sopravvivere alla miseria, alle violenze maschili, alla degradazione – o consegnarsi alla desolante sicurezza del matrimonio. Sepolto in uno scatolone per cento anni, in attesa di essere scoperto, Quattro volte me di Maria Lazar riemerge in un'epoca che pensava di aver detto tutto sulla «situazione delle donne». E forse non era vero.
Quattro amiche inseparabili, un tradimento e un terribile segreto. La voce di Maria
Lazar - rimasta chiusa per quasi un secolo dentro una scatola, come un demone
pericoloso - racconta la perdita dell’innocenza, con una ferocia e una precisione
che hanno pochi eguali nella letteratura del Novecento.