Copertina del volume: Ombre folli

Joseph Roth, Stefan Zweig

Ombre folli

Lettere 1927-1938

A cura di Madeleine Rietra e Rainer Joachim Siegel
Postfazione di Heinz Lunzer
Prefazione e traduzione di Ada Vigliani

La collana dei casi, 162
2026, pp. 526, 4 immagini bn
isbn: 9788845940576

€ 32,00 · In libreria dal 30 gennaio
IN COPERTINA
Stefan Zweig e Joseph Roth a Ostenda nel 1936.
piemags/alamy
SINOSSI

Quando, nel settembre del 1927, Joseph Roth ringrazia Stefan Zweig della cordiale accoglienza riservata a uno dei suoi libri, nulla lascia presagire che il loro rapporto possa tramutarsi in qualcosa di più di un garbato scambio di cortesie fra letterati. Sono entrambi ebrei, entrambi scrittori, ma tutto li separa: di tredici anni più anziano, Zweig gode di una fama internazionale di cui mal sopporta l’onere e le responsabilità: «Meglio essere dimenticati che diventare un marchio» confessa; Roth, che il successo comincerà a conoscerlo solo nei primi anni Trenta grazie a Giobbe e La Marcia di Radetzky, si dibatte affannosamente per non soccombere alle ristrettezze economiche, al nomadismo impostogli dalla sua innata irrequietezza e a una pulsione autodistruttiva di cui è dolorosamente consapevole. Come per miracolo, dalla reciproca ammirazione scaturisce un’amicizia ardente, e tragica, testimoniata da questa corrispondenza, fra le più alte del Novecento. All’angoscia di Roth, che solo nell’alcol sembra trovare requie, ai suoi scatti di collera, alle sue ricorrenti richieste di denaro, alla sua urgenza espressiva – che nasce dal desiderio di perdersi in destini inventati –, Zweig risponde con pacata fermezza, con quell’«armonia» che è uno dei tratti della sua bontà, senza mai lesinare aiuti e incoraggiamenti. Mentre Roth, che del nazionalsocialismo ha subito presagito le atroci conseguenze, vorrebbe scuotere la mansuetudine e la saggezza dell'amico, indurlo a un’intransigenza più che mai necessaria nell’«ora infernale, quando la bestia viene incoronata e riceve l’unzione». Ma i contrasti, anche accesi, non intaccheranno un legame indefettibile, come dovrà riconoscere nel 1937 anche il più misurato e ponderato Zweig: «contro di me Lei può fare tutto quello che vuole, può disprezzarmi, può attaccarmi in privato o in pubblico, non potrà impedire che io provi per Lei un amore infelice, un amore che soffre per le Sue sofferenze».

Il carteggio lucido e spietato fra i due cantori della finis Austriae.

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Un Roth sorprendente e profetico – e un’ulteriore prova della «sua trascinante malia di narratore» (Roberto Calasso).
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gli Adelphi, 708
2024 / pp. 191 / € 12,00  € 11,40
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Le migliori prose cinematografiche di Roth, imprevedibile critico della Decima Musa.
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Piccola Biblioteca Adelphi, 672
2015 / pp. 285 / € 12,00  € 11,40
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Una grande e poetica riflessione sulla Giustizia e sulla sua impossibilità in una narrazione dal respiro ampio, in cui palpitano il divino e una natura incantata. Un libro amato da Hermann Hesse, che vedeva nella «leggenda indiana» dell'amico Zweig un'opera in sintonia con il suo Siddhartha.  
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Biblioteca minima, 60
2013 / pp. 73 / € 7,00  € 6,65
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