Christina Stead

Letty Fox

Christina Stead

Letty Fox

Traduzione di Adriana Bottini
Fabula, 144
2002, 2ª ediz., pp. 734
isbn: 9788845917196
Temi: Letteratura inglese
€ 22,00 -5% € 20,90
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Risvolto
In una calda sera di primavera del 1942 una sensuale ventiquattrenne, dopo aver inutilmente aspettato la telefonata del suo uomo del momento, lascia la sua stanza d’albergo in fondo alla Quinta Avenue e si butta per le vie del Village, depressa. È piena di debiti ma gira in taxi, va a letto all’alba ma lavora fino al tramonto – e affronta una mondanità sfrenata con il solo corredo di «completini lisi e infeltriti» avuti in eredità. Sotto la scorza cinica e dissoluta conserva una polpa romantica, perché non ha smesso di cercare l’Amore. Ma dentro la polpa romantica nasconde un nocciolo pragmatico, perché continua a desiderare il matrimonio e la famiglia. Com’è arrivata Letty Fox a questo punto della sua vita – a questa scena? Per raccontarcelo, Christina Stead impiega un fluido, interminabile flashback. Emergono così le figure della madre Mathilde («deliziosa madonna bitonale») e del padre, e via via quelle di nonne e nonni, zie e zii eccentrici, sorelle problematiche, cuginette sadiche, amanti «viziati e irresponsabili». Ed emergono i due poli del racconto: da un lato la campagna e l’infanzia, dall’altro la metropoli e la perdita dell’innocenza, con le scuole a Parigi e Londra e l’apprendistato di vita nella New York dei discorsi di Roosevelt e degli scantinati rivoluzionari. Tutto questo viene raccontato con una scrittura insieme analitica e allucinata, esatta e visionaria, in cui la parola assume un profilo duro, potente, spietato, teso a rendere ogni vibrazione emotiva. E con una sorta di minimalismo epico il movimento circolare della narrazione ritorna a Letty in un epilogo aperto che la contrappone alla sorella Jacky (suo negativo fotografico in uno scambio di lettere che percorre tutto il libro), perché l’una trova l’amore quando credeva di averlo perso per sempre, l’altra lo perde quando credeva di averlo conquistato. La ragazza che aspettava il suo Uomo fissando il cielo in una «dolce insonnia senza contorni» è dunque stata riassorbita nel mondo dei suoi antichi nemici, in quella «pulciosa, schifosissima banda di babbuini maledetti da dio e dal diavolo» che si riproducono «freddi come lumache»? Forse. O forse, più semplicemente, nella coincidenza tra la fine della guerra e il ventre gravido di Letty, giovane sposa, storia e mito, ancora una volta, ripartono insieme.
Letty Fox è apparso per la prima volta nel 1946.
Altre edizioni
2004, pp. 734
€ 12,00 -5% € 11,40