«Il linguaggio è più simile a un fiocco di neve che al collo di una giraffa. Le sue proprietà specifiche nascono dalle leggi di natura, non sono qualcosa che si sviluppa come accumulo di fatti storici casuali» (Noam Chomsky).
Piccola Biblioteca Adelphi, 799
2024 / pp. 174 / € 14,00€ 13,30
Piccola Biblioteca Adelphi, 799
2024 / pp. 174 / € 14,00€ 13,30
La labrena, ovvero il comune «geco», «turpe bestia» nel cui sguardo sono contenuti «tutto il male, tutto il dolore del mondo», è il perturbante emblema di questi sette racconti, giocati sul registro più congeniale a Landolfi, tra il grottesco e il fantastico. Questa volta il suo sguardo si diverte a irridere e a corrodere...
Come e quando gli incubi di Lovecraft, le visioni di Philip K. Dick e l’inquietante matematica di Hilbert abbiano finito per diventare qualcosa che assomiglia al nostro mondo. O peggio, che lo è.
«È il lavoro del poeta ... nominare l’innominabile, additare le imposture, prendere posizione, avviare discussioni, plasmare il mondo e impedirgli di addormentarsi» (Salman Rushdie).
Romantico, ironico, divertito, polemico: è l’inatteso viaggiatore di Se non la realtà; ma anche trafitto da inquietudini che affiorano e subito trascolorano in speculazioni imprevedibili. Nelle sue peregrinazioni per l’Italia degli anni Cinquanta, Landolfi raccoglie minuti episodi, frammenti della vita di provincia: una quotidianità...
«È il lavoro del poeta ... nominare l’innominabile, additare le imposture, prendere posizione, avviare discussioni, plasmare il mondo e impedirgli di addormentarsi» (Salman Rushdie).
Traduzione di Anna Rusconi
La collana dei casi, 151
2024 / pp. 222 / € 20,00€ 19,00
La collana dei casi, 151
2024 / pp. 222 / € 20,00€ 19,00
Mille libri di avventure ci hanno narrato del giovane eroe che arditamente parte, forte soltanto della propria fede in un alto destino, alla conquista di terre e amori impervi e lontani. Ma immaginiamo che l’eroe sia un qualunque ragazzo turbato da vendicative insicurezze, guardiamolo trascinare verso un mare nero perché interamente coperto di blatte...
«L’ultima e forse la più importante raccolta di Singer: venti racconti di splendida fattura ... Un consumato talento che sembra affilarsi con gli anni» («Kirkus»).
«Non smetto di ribadire che oggi lei è il solo scrittore americano. Non è buffo, proprio lei che scrive in yiddish su una tastiera yiddish?» (Henry Miller).
Con una verve e un gusto del pastiche che fanno irresistibilmente pensare a un certo Borges, Landolfi ci offre in questa silloge novellistica un breve ma strabiliante repertorio di pezzi di bravura, che rinnoverà nei suoi lettori più fedeli il sottile piacere di essere partecipi, e complici, del gioco di alta prestidigitazione della scrittura landolfiana.
La pietra lunare si apre su una «scena della vita di provincia» grottesca e quasi allucinata, di quelle in cui l’autore delle Due zittelle era maestro. «Dal fondo dell’oscurità» il protagonista si sente guardato da «due occhi neri, dilatati e selvaggi» che lo gettano nello stupore e nel terrore. E al tempo stesso...
«Ortese è in grado di colloquiare con tutto ciò che è “altro” – l’ignoto, il sogno, la morte, l’estraneo, il diverso, l’animale – e insieme di rappresentare il volto nascosto della femminilità, che è misteriosa fusione di anima e corpo» (Marco Belpoliti).