La labrena, ovvero il comune «geco», «turpe bestia» nel cui sguardo sono contenuti «tutto il male, tutto il dolore del mondo», è il perturbante emblema di questi sette racconti, giocati sul registro più congeniale a Landolfi, tra il grottesco e il fantastico. Questa volta il suo sguardo si diverte a irridere e a corrodere...
«È il lavoro del poeta ... nominare l’innominabile, additare le imposture, prendere posizione, avviare discussioni, plasmare il mondo e impedirgli di addormentarsi» (Salman Rushdie).
Romantico, ironico, divertito, polemico: è l’inatteso viaggiatore di Se non la realtà; ma anche trafitto da inquietudini che affiorano e subito trascolorano in speculazioni imprevedibili. Nelle sue peregrinazioni per l’Italia degli anni Cinquanta, Landolfi raccoglie minuti episodi, frammenti della vita di provincia: una quotidianità...
Mille libri di avventure ci hanno narrato del giovane eroe che arditamente parte, forte soltanto della propria fede in un alto destino, alla conquista di terre e amori impervi e lontani. Ma immaginiamo che l’eroe sia un qualunque ragazzo turbato da vendicative insicurezze, guardiamolo trascinare verso un mare nero perché interamente coperto di blatte...
«L’ultima e forse la più importante raccolta di Singer: venti racconti di splendida fattura ... Un consumato talento che sembra affilarsi con gli anni» («Kirkus»).
«Non smetto di ribadire che oggi lei è il solo scrittore americano. Non è buffo, proprio lei che scrive in yiddish su una tastiera yiddish?» (Henry Miller).
Con una verve e un gusto del pastiche che fanno irresistibilmente pensare a un certo Borges, Landolfi ci offre in questa silloge novellistica un breve ma strabiliante repertorio di pezzi di bravura, che rinnoverà nei suoi lettori più fedeli il sottile piacere di essere partecipi, e complici, del gioco di alta prestidigitazione della scrittura landolfiana.
La pietra lunare si apre su una «scena della vita di provincia» grottesca e quasi allucinata, di quelle in cui l’autore delle Due zittelle era maestro. «Dal fondo dell’oscurità» il protagonista si sente guardato da «due occhi neri, dilatati e selvaggi» che lo gettano nello stupore e nel terrore. E al tempo stesso...
«Ortese è in grado di colloquiare con tutto ciò che è “altro” – l’ignoto, il sogno, la morte, l’estraneo, il diverso, l’animale – e insieme di rappresentare il volto nascosto della femminilità, che è misteriosa fusione di anima e corpo» (Marco Belpoliti).
L’inconfondibile impasto di mistero e quotidianità e la trasparenza della parola che li dice hanno subito fatto riconoscere in Charles Simic uno dei maggiori poeti contemporanei. E in questo libro, che accompagna la sua ultima raccolta, Il mio inudibile entourage, con una scelta dalla produzione precedente, il suo universo – fisico e mentale...
Tre donne (e una quarta nell’ombra) sono al centro di questi racconti in vario modo d’amore, usciti per la prima volta nel 1964. Tre destini eccentrici, accomunati dal segno di un’anomalia palese o profonda. La muta, la troppo bella, l’insignificante e opaca – tutte si concedono, senza darsi. Perché? È in questo mistero,...
Afflitto dalla miseria e dalla noia, il giovane poeta Ottavio di Saint-Vincent vive nella perenne attesa di qualcosa cui egli stesso non sa dare nome – e solo questa irragionevole attesa lo trattiene dal suicidio. Ma il destino può assumere forme strane e imprevedibili: quella, ad esempio, di una duchessa bella e ricchissima che, per sfuggire a...
Quando Irène Némirovsky viene arrestata, il 13 luglio 1942, la maggiore delle sue due figlie, Denise, ha tredici anni; la minore, Élisabeth, soltanto cinque. Tre mesi dopo anche il padre sarà deportato. Per le due bambine – vissute fino a quel giorno al riparo da ogni minaccia, da ogni bruttura, grazie alla barriera di amorosa felicità...
Nell’Ottocento i viaggiatori di lungo corso non dimenticavano di portare con sé una biblioteca portatile, che trovava posto in una cassa opportunamente attrezzata. Si può dire che questo volume di Marc Fumaroli è l’equivalente moderno di quei cofanetti preziosi, in vista dei quali gli editori pubblicavano, in formato adeguato, apposite collezioni di...
Con questo quinto volume si conclude l’edizione italiana dell’Epistolario di Friedrich Nietzsche, e si può a buon diritto parlare di avvenimento editoriale. Mai come in questo caso, infatti, i testi offerti al lettore si rivelano preziosi per sfatare i pregiudizi – tanto radicati quanto infondati – e le manipolazioni più o...
Traduzione di Vivetta Vivarelli
A cura di Giuliano Campioni, Maria Cristina Fornari
Le lettere comprese in questo quarto volume dell’Epistolario illuminano un periodo della vita di Nietzsche fecondo e drammatico. Dopo le dimissioni dall’Università di Basilea per motivi di salute, il filosofo inizia la sua inquieta esistenza di fugitivus errans verso il Sud, nella ricerca ossessiva della «luminosità di un cielo sereno» – la sola...
Traduzione di Maria Ludovica Pampaloni Fama, Mario Carpitella
A cura di Giuliano Campioni
Sergio Quinzio ha compiuto con quest’opera un’impresa temeraria: un commento alla Bibbia che non pretende a sicurezze filologiche o a sottili variazioni dottrinali, ma si oppone frontalmente a un mondo dove «si cela nel linguaggio scientifico degli interpreti la nostalgia del sacro, e nel loro linguaggio fideistico lo scetticismo». Dopo essersi rifiutato...
Da quando, nel 1930, è uscito il libro più famoso di Praz, La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica, l'intuizione critica che lo ispirava è quasi diventata un luogo comune: accade cioè che «chiunque si occupi delle origini della sensibilità moderna ne tiene conto, anche senza aver letto e compreso l'importanza...
«Pochi scrittori, in ogni tempo, hanno eguagliato la sua audacia, la sua insolenza nel porre quelle domande da bambino sfacciato che hanno sempre avuto il potere di gettare nel panico i filosofi» ha scritto Miłosz su Šestov, toccando il punto nevralgico della sua opera. Oggi più che mai sentiamo il bisogno di quelle «domande da...
Nell’ottobre del 1945 Georges Simenon sbarca a New York, ansioso di lasciarsi alle spalle le turbolenze degli anni di guerra, le accuse di collaborazionismo e le minacce di epurazione. Con la moglie Tigy e il figlio Marc si stabilisce in Canada, nel Nouveau-Brunswick – ma è agli Stati Uniti che guarda. E, per...
Traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio
Con una nota di Ena Marchi
Quando Vita di poeta fu pubblicato, nell’autunno del 1917, Hermann Hesse lo recensì subito. Nel suo articolo si leggevano le seguenti parole: «Questo Robert Walser, a cui già dobbiamo tanta bella musica da camera, suona in questo nuovo libretto in modo ancora più puro, ancora più dolce, ancora più alato che nei precedenti.