Friedrich Nietzsche

Epistolario 1880-1884

Friedrich Nietzsche

Epistolario 1880-1884

Traduzione di Maria Ludovica Pampaloni Fama, Mario Carpitella
Epistolario di Friedrich Nietzsche, 70
2004, pp. XVI-844, 1 tav.
isbn: 9788845918339
Temi: Epistolari, Filosofia
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Risvolto
Le lettere comprese in questo quarto volume dell’Epistolario illuminano un periodo della vita di Nietzsche fecondo e drammatico. Dopo le dimissioni dall’Università di Basilea per motivi di salute, il filosofo inizia la sua inquieta esistenza di fugitivus errans verso il Sud, nella ricerca ossessiva della «luminosità di un cielo sereno» – la sola condizione climatica in cui gli sembri di poter vivere e lavorare. Ma tra il 1880 e il 1881 domina un’atroce sofferenza fisica: Nietzsche si sente «come un animale alla tortura», sottoposto a una tensione quasi insostenibile. Il rimedio è l’«assoluta solitudine, non per capriccio, bensì come condizione nella quale forse riuscirò a sopravvivere ancora un paio d’anni», ed è in questa fase di estremo malessere che nascono opere come Aurora e La gaia scienza, le quali assumono il significato di «saturnali di uno spirito ... invaso dalla speranza, dalla speranza di salute, dall’ebbrezza della convalescenza». L’incontro con Lou von Salomé – nella primavera del 1882 – e i progetti di lavoro in comune con la giovane russa e Paul Rée trasmettono così al filosofo una energia e una vitalità nuove, che tuttavia serviranno solo a rendere ancora più devastante la delusione, giacché con la fine burrascosa del sodalizio svanirà per sempre «la speranza di avere incontrato un essere affine». Oltre a decretare la rottura con Lou e Paul, le lettere di questo periodo denunciano il ruolo nefasto svolto dalla sorella, cui vengono indirizzate le frasi forse più aspre che Nietzsche abbia mai pronunciato. La composizione dello Zarathustra apparirà allora l’esercizio di arte alchemica capace di «trasformare in oro il fango» delle esperienze vissute. Nondimeno l’epistolario rivela la crescente solitudine e la dolorosa estraniazione da vecchi amici e conoscenti, mentre sullo sfondo permane l’ombra di Wagner, la cui morte, nel febbraio 1883, segna uno spartiacque.