Nabokov aborriva le interviste. Eppure, soprattutto quando diventò una celebrità, dovette subirne alcune. Ma il lavoro di quei malcapitati giornalisti si trasformava in puro pretesto per una strepitosa reinvenzione con cui egli si proponeva innanzitutto di cancellare «ogni traccia di spontaneità, ogni parvenza di effettiva conversazione».
Traduzione di Gaspare Bona
Biblioteca Adelphi, 294
1994 / pp. 394 / € 25,00 € 20,00
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2015 / pp. 394 / € 7,99