Frank McCourt

Che paese, l’America

Frank McCourt

Che paese, l’America

Traduzione di Claudia Valeria Letizia
Fabula, 129
2000, 7ª ediz., pp. 441
isbn: 9788845915574
Temi: Letteratura nordamericana
€ 19,00 -15% € 16,15
Wishlist Wishlist Wishlist
Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello
Risvolto
Vista dal parapetto di un bastimento, l’America era sembrata al giovane McCourt l’immagine stessa del riscatto da quell’«infanzia infelice, irlandese e cattolica» che nelle Ceneri di Angela ci era stata raccontata come il più atroce, oltreché il più ilare, dei mondi possibili. Qui la scena, diversa e più tumultuosa, è invece quella di New York nel secondo dopoguerra. Una New York proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta lontana e irraggiungibile di Manhattan, Frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticosissimo apprendistato. Inserviente in un grande e lussuoso albergo, militare durante la guerra di Corea, scaricatore di porto e infine insegnante – in aule e fra scolaresche che ricordano piuttosto da vicino le rumorose classi di Limerick –, McCourt mantiene prodigiosamente intatto il suo timbro inconfondibile, e la capacità di trasformare qualsiasi fatto, le avances di un prete alticcio come l’arrivo di Angela dall’Irlanda, quattro chiacchiere con i vecchi lustrascarpe italiani di Staten Island come il ritorno in patria e l’incontro col padre, in una grande, irresistibile storia: «Prendemmo tè e panini e Phil tirò fuori una bottiglia di whiskey ... perché il giorno in cui seppellisci i tuoi morti non c’è nient’altro da fare».
Che paese, l’America è apparso per la prima volta nel 1999.
Altre edizioni
2003, pp. 441
€ 12,00 -15% € 10,20
2014, pp. 441
€ 6,99