Copertina del volume: Sion, Texas

Rachel Cockerell

Sion, Texas

Alla ricerca di una terra promessa

Traduzione di Lisa Topi

La collana dei casi, 166
2026, pp. 446, 81 immagini bn
isbn: 9788845941443

€ 25,00 · In libreria dal 13 ottobre
IN COPERTINA
White Sands, New Mexico. Fotografia di Ernst Haas (1952).
photo by ernst haas/getty images
SINOSSI

Texas, 1907. Una piccola città portuale ai margini del profondo sud americano diventa teatro di uno dei capitoli più improbabili e misconosciuti della storia moderna, un disegno così surreale che sembra partorito dalla mente del balordo alter ego di Philip Roth in Operazione Shylock – invece stava per succedere davvero. In quel primissimo scorcio del secolo, il nascente progetto sionista è costretto a fare i conti con l'intensificarsi delle violenze antisemite nella Russia zarista. L'urgenza di portare in salvo le vittime dei pogrom spinge un'ala del movimento a cercare una soluzione immediata: l'agognato «ritorno a Sion» cede il posto alla ricerca di un approdo temporaneo ma sicuro, ovunque esso sia. La parola d'ordine è: «se non possiamo avere la Terra Santa, santificheremo un'altra terra». Nasce così il Piano Galveston, con l’intento di dirottare i flussi di profughi ebrei verso un porto sperduto nel Golfo del Messico che, per sette anni, divenne «un nome familiare e un sinonimo di speranza». Dietro le quinte del progetto - all'ombra delle ingombranti presenze di Herzl e Zangwill - opera la «figura silenziosa» di David Jochelman, bisnonno dell’autrice e punto di contatto fra questa epopea transatlantica e una singolarissima vicenda familiare che abbraccia due guerre mondiali, muovendosi fra Londra, New York e Gerusalemme. Ma il vero miracolo di questo libro è la sua forma, audace e imprevedibile non meno del suo oggetto: montando esclusivamente fonti originali – frammenti di memorie tratti da diari, lettere, autobiografie, articoli e interviste – Rachel Cockerell è riuscita, grazie alle sue antenne sensibili e un acuto senso drammatico, a captare la «voce flebile e lontana» del passato e a darle corpo in un documentary film senza intrusioni «fuori campo», che sotto gli occhi del lettore si trasforma in un romanzo distopico.

«Sion, Texas è uno dei libri più avvincenti, originali e profondi che abbia mai letto» (Jonathan Safran Foer).

«Miracoloso» (Zadie Smith).

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