Alberto Arbasino

Grazie per le magnifiche rose

Alberto Arbasino

Grazie per le magnifiche rose

Una scelta
Piccola Biblioteca Adelphi, 757
2020, pp. 147
isbn: 9788845935060
Temi: Letteratura italiana
€ 14,00 -5% € 13,30
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Risvolto

Nel 1965 Alberto Arbasino pubblicò Grazie per le magnifiche rose, foltissimo volume di scritti sul teatro – non «teorizzazioni ipotetiche», si precisava, bensì «testimonianze su spettacoli innegabilmente avvenuti». Che la maggior parte di quegli autori e attori sia poi scomparsa dalla «memoria anche coltissima» senza lasciare «grandi tracce televisive e cinematografiche», come Arbasino avrebbe in seguito osservato, è certo vero. Ma è altrettanto vero che non occorre ricordare chi fosse Celeste Aida Zanchi per soccombere a un inciso come «indimenticabile perché il capocomico Ruggeri le proibiva di mettere le iniziali C.A.Z. sui bauli». L’inesauribile forza di seduzione di queste leggendarie cronache teatrali, difatti, sta tutta in una scrittura indiavolata, elettrizzante, che girando su sé stessa si appropria delle «cose viste» a Broadway come a Bayreuth – pubblico incluso – per poi ritrarle attraverso fulminanti comparazioni con il conosciuto («“divi” noti e abituali» per il lettore italiano) oppure attraverso fastose ecfrasi degne di Longhi e Gadda. Ma, soprattutto, palpita dietro ogni cronaca la felicità della scoperta – quella che, di solito rattenuta, esplode di fronte a musical come Gypsy, «di una bellezza da far urlare dall’entusiasmo». Così come palpita – vero protagonista di questo «Romanzo Critico» – il mondo, quale era in quegli anni.

Altre edizioni
2020, pp. 147
€ 7,99