Hermann Broch

I sonnambuli

Hermann Broch

I sonnambuli

I. 1888 – Pasenow o il romanticismo
Traduzione di Ada Vigliani
Con un saggio di Milan Kundera
Biblioteca Adelphi, 706
2020, pp. 230
isbn: 9788845934575
Temi: Letteratura mitteleuropea
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Risvolto

«Inserire epoche storiche tanto diverse in una sola composizione», ha scritto Milan Kundera, è «una delle nuove possibilità, un tempo inconcepibili, che si sono aperte all’arte del romanzo del XX secolo non ap­pena ha saputo superare i limiti della fasci­nazione per le psicologie individuali e dedicarsi alla problematica esistenziale nel­l’accezione più ampia, generale, sovraindi­viduale della parola»; per poi proseguire: «...faccio riferimento ai Sonnambuli, dove Hermann Broch, per mostrarci l’esistenza europea travolta dal torrente della “degra­dazione dei valori”, si sofferma su tre distin­te epoche storiche: i tre gradini che l’Euro­pa scendeva verso il crollo finale della sua cultura e della sua ragion d’essere». Un torrente che parte, in questo primo pan­nello della trilogia romanzesca di Broch, dal tardo Ottocento, con lo smarrito Joa­chim von Pasenow, giovane Junker prussia­no, incerto se trasgredire i doveri di fami­glia e vivere alla giornata con la piccola Ru­zena, entraîneuse incontrata allo Jaeger­kasino, a Berlino, oppure seguire la via dell’«onore» e della tradizione, e chiedere in sposa l’avvenente Elisabeth, figlia di un proprietario terriero.
Ma è soprattutto nella forma letteraria, ag­giunge ancora Kundera, che Broch ha osa­to l’innovazione più audace, facendo en­trare nel romanzo il pensiero: una riflessio­ne che si rivela «tenacemente autonoma rispetto a ogni sistema di idee precostitui­te; non giudica; non proclama verità; si interroga, si stupisce, sonda; assume le forme più diverse: metaforica, ironica, ipotetica, iperbolica, aforistica, divertente, provoca­toria, estrosa; e soprattutto: non abbando­na mai il cerchio magico della vita dei per­sonaggi; è la vita dei personaggi ad alimen­tarla».

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