Ennio Flaiano

L'occhiale indiscreto

Ennio Flaiano

L'occhiale indiscreto

A cura di Anna Longoni
Piccola Biblioteca Adelphi, 742
2019, pp. 279
isbn: 9788845934056
Temi: Letteratura italiana
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Risvolto

Ci sono scrittori, ha notato Garboli, che hanno saputo amministrarsi con oculatezza: da loro, «una volta passati a miglior vita, non ci aspettiamo più nulla». E ci sono poi i dissipatori, gli eccentrici, che la morte «tradisce e smaschera»: come Flaiano. È dunque nel­le sue carte disperse, nei libri usciti dopo la sua scom­parsa che troviamo «una verità che non ci è stata det­ta». Tanto più in questo, che dal 1941, allorché co­mincia a occuparsi di cronaca, ci conduce ai pezzi di costume del 1970-1972. Per Flaiano, infatti, la satira è già nella cronaca e nel costume: basta saperli guarda­re. Basta cioè guardare «fatterelli» in apparenza irri­levanti con un «occhiale indiscreto» (così si chiamava la rubrica che teneva nel 1945 su «Il Secolo XX»), in grado cioè di applicare – per usare le parole di Anna Longoni – una «correzione metonimica». Prodigio­samente, la capacità visiva ne risulterà modificata e il dettaglio si trasformerà in patente, irridente testimo­ne del tutto. Vale a dire degli inestirpabili vizi degli i­taliani: la natura di voltagabbana, il cinismo che sem­pre induce verso la parte del più forte, la «leggerezza di carattere», l’intolleranza, la colpevole smemoratez­za. Con gli anni, «l’orrore, la pietà e anche lo sconfor­to» che queste debolezze suscitavano si andranno ac­centuando, e l’ironia, di fronte ai fenomeni di co­stume degli anni Settanta (la smania delle crociere, il femminismo, la passione per il calcio, il culto della Makina, il turismo di massa), si farà più amara, taglien­te: sino a provocare la solitudine del satiro.

A cura di Anna Longoni.