Sholem Aleykhem

Cantico dei Cantici

Sholem Aleykhem

Cantico dei Cantici

Un amore di gioventù in quattro parti
Traduzione di Anna Linda Callow, Claudia Rosenzweig
Piccola Biblioteca Adelphi, 505
2004, 3ª ediz., pp. 101
isbn: 9788845918421
Temi: Ebraismo e letteratura ebraica
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Risvolto

«Tu sei bella, amica mia, tu sei bella davvero. Occhi come colombe, capelli come caprette che scivolano giù da un monte. I denti sono bianche pecorelle appena uscite dal fiume...». È così, attraverso le parole del Cantico dei Cantici, che Shimek ha sempre pensato a Buzi, la nipote quasi coetanea che è stata accolta in casa dopo la morte del padre. Shimek e Buzi sono cresciuti insieme, insieme sono andati al tempio per la celebrazione delle cerimonie rituali e insieme (in un paesaggio agreste che sembra un doppio perfetto di quello del Cantico dei Cantici) hanno fatto lunghissime passeggiate, nel corso delle quali Shimek, nascondendo a Buzi la sua passione, le ha raccontato storie meravigliose. Poi, disubbidendo al padre, è partito per la grande città. E quando torna, è solo per scoprire che è troppo tardi, che Buzi sta per sposare un altro e non gli apparterrà mai. A Shimek non resta che ricominciare – con le stesse parole, con lo stesso ritmo incantatorio di una preghiera – a raccontare la storia dall’inizio, come chiudendola in un cerchio di ripetizioni infinite. Nell’evocare questo amore archetipico, che unisce in una sola, brevissima vicenda la felicità più acuta e il senso di una perdita insanabile, Sholem Aleykhem si rivela capace come pochi di toccare le sensazioni elementari e di trasferirle senza ostacoli sulla pagina – e mai ne va perduta l’oscura forza.