Giacomo Leopardi, Monaldo Leopardi

Il Monarca delle Indie

Giacomo Leopardi, Monaldo Leopardi

Il Monarca delle Indie

Corrispondenza tra Giacomo e Monaldo Leopardi
A cura di Graziella Pulce
Biblioteca Adelphi, 191
1988, 2ª ediz., pp. 406
isbn: 9788845902734
Temi: Epistolari
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Risvolto

«In una letterina in balbettante francese – siamo a Natale del 1811 – Giacomo, scrivendo “De la Maison”, annuncia al Padre quanto egli abbia profittato dell’insegnamento paterno, del suo esempio. A imitazione del padre, Giacomo ha scritto una tragedia che ha per protagonista un Monarca delle Indie: occidentali nel testo paterno, orientali nel testo di Giacomo; nella seconda tragedia del figlio è protagonista un Principe Reale, come accadeva nella corrispondente tragedia del padre; nella terza tragedia il tema sarà, in entrambi i casi, il Tradimento. Questa letterina natalizia, propiziatoria, prospettica, minatoria, così blesa e dolcemente onirica, mi sembra affascinante; ed anzi mi sembra che tutto quel che seguirà, la meticolosa, ardua contesa di una vita, riceva in quella letterina – è importante che si tratti appunto di una letterina – una dichiarazione di retorica, il programma di un evento scenico e cerimoniale: e s’è visto che i contrassegni sono il Monarca, il Principe Reale, il Tradimento: ce n’è per una vita.
«Iniziato con quella lettera natalizia, il rapporto Giacomo-Monaldo assume immediatamente la sua qualità costante, qualcosa che lo distinguerà da tutti gli altri rapporti di cui abbiamo documento nell’epistolario leopardiano; la qualità è cerimoniale e teatrale, il linguaggio è eloquente, con toni medi, talora umile, con discrezione; il comico vi si potrà infiltrare per astuzia, per frode, per malizia, ma non vi trova luogo naturale; soprattutto importa notare che tutto ciò che vi si dice, dall’una e dall’altra parte, fa riferimento alle leggi di un copione, obbedisce ai cenni di un invisibile regista al quale entrambi hanno convenuto di far riferimento. Dunque, non si dica che mentono, che equivocano, che frodano; vorrei vedere che non mentissero: le battute sono nel copione, il regista è intollerante, la loro menzogna è la loro specifica veracità teatrale. Non era forse il Tradimento il gran tema di una Tragedia che includeva un Monarca e un Principe Reale?.

Giorgio Manganelli