Porfirio

Sui simulacri

Porfirio

Sui simulacri

Introduzione e Commento di Mino Gabriele
Traduzione di Franco Maltomini
Piccola Biblioteca Adelphi, 626
2012, 2ª ediz., pp. 293
isbn: 9788845926549
Temi: Classici greci e latini, Antichità classica, Simbolica
€ 17,00 · Temporaneamente non disponibile
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Risvolto

Porfirio di Tiro, allievo prediletto di Plotino, fu il filosofo più temuto dai Padri della Chiesa per la svettante intelligenza e la raffinata erudizione, poste a difesa della millenaria sapienza pagana contro il dilagare della nuova concezione cristiana. Di lui si racconta che a un convito per l'anniver­sario di Platone, dove lesse un suo poema dal titolo Le nozze sacre, fu tacciato di pazzia per le «molte cose che aveva pronunciato nell'entusiasmo, in senso mistico e velato». Ma Plotino intervenne e gli disse: «Ti sei dimostrato al tempo stesso poeta e filosofo e ierofante». E tale si dimostra anche in questo Sui simulacri – di cui sopravvivono pochi, preziosi frammenti –, straordinaria introduzione alla lettura simbolica delle immagini sacre, ossia di quelle plastiche personificazioni dei fenomeni naturali e di visioni teologiche e cosmologiche che aprono l'accesso a conoscenze più alte. Creando un'intensa sintonia tra religione tradizionale e filosofia, Porfirio insegna come la comprensione delle figurazioni simboliche offra all'uomo la possibilità di avere cognizione delle cose ultramondane, giacché l'an­tica sapienza degli Egizi e dei Greci era stata capace di mostrare l'invisibile attraverso forme visibili, di sposare l'arcano ineffabile con la materia caduca in un indivisibile Uno. I colori, gli attributi ed epiteti che, opportunamente concertati, plasmano, rivestono e nominano i simulacri li rendono una memoria visiva che impedisce l’oblio del divino – e che permette di intendere tutta l'arte del mondo classico.