Wisława Szymborska
Opere
A cura di Pietro Marchesani
La Nave Argo, 11
2008, 4ª ediz., pp. LI-1132, 7 tavv. a colori f.t.
isbn: 9788845923302
Nell’arco di poco più di dieci anni, da quel non troppo lontano 1996 in cui fu insignita del Premio Nobel per la letteratura, Wisława Szymborska – che Iosif Brodskij considerava insieme a Miłosz e Herbert una delle grandi voci poetiche attuali – è diventata un autore di culto anche in Italia. Né questo vasto successo meraviglia. Grazie a una impavida sicurezza di tocco, la Szymborska sa infatti affrontare temi proibiti perché troppo battuti –l’amore, la morte e la vita in genere, anche e soprattutto nelle sue manifestazioni più irrilevanti – e trasformarli in versi di colloquiale naturalezza e (ingannevole) semplicità. Secondo un progetto voluto dall’autrice stessa, questo volume raduna non solo tutte le raccolte poetiche (con il testo polacco a fronte), ma anche un’ampia scelta delle prose, a cominciare da una versione molto ampliata delle Letture facoltative – divagazioni sapide di humour intorno ai cosiddetti libri di largo consumo – apparse nella «Biblioteca Adelphi» nel 2006. Altrettanto scintillanti sono le pagine della Posta letteraria – una rubrica di corrispondenza con aspiranti autori che Szymborska tenne su una rivista polacca durante gli anni Sessanta –, dove affiorano una volta di più la sua cultura letteraria e una concezione della scrittura che, come suggerivano Orazio e Puškin, riesce nel compito più difficile: dire cose comuni a tutti, che mai sono banali. Completa il volume una delle rarissime interviste concesse dalla Szymborska: La naturalità indispensabile. Una conversazione con Federica K. Clementi