Fabrizio Dentice

Perros de España

Fabrizio Dentice

Perros de España

Fabula, 102
1997, pp. 268
isbn: 9788845912924
Temi: Letteratura italiana
€ 16,00 -5% € 15,20
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Risvolto
Ma perché, perché corriamo per la Spagna cercando cani bastardi? Perché li fotografiamo? Lo vuole la Duchessa? E va bene! Ma chi è la Duchessa? E perché lo vuole? È inteso che ci paga. E meno male! Ma quanto paga? E fino a quando continuerà a pagare? Le duchesse, si sa, sono imprevedibili.
Coinvolto da un amico di gioventù in un’impresa che gli appare insensata, un giornalista disoccupato (Friccio, per gli amici) si sfoga a raccontarla, più di vent’anni dopo, così come la visse sul Camino de Santiago e oltre, viaggiando su una Citroën verde, altrimenti detta Cocholone, con l’insopportabile Orfeo, l’infedele Sabina, l’incantevole Beatrice, l’abietto ex collega Maravedis, e un lazzaro spagnolo dalle mille risorse: il mozo Ramón. Sempre critico, questo Friccio, sempre querulo, sempre col mugugno, ma anche speranzoso che l’amore (della donna d’altri, s’intende) possa cambiargli la vita.
Dal lusso alla fame e viceversa, tra gli inspiegabili furori dell’inquietante dama che sponsorizza l’impresa, le terrorizzanti telefonate di un misterioso e potente figuro, i provvidenziali interventi di due preti pellegrini, le stravaganze di un nobile allevatore di canguri, gli intrighi di un letteratucolo amico dei gatti, l’avventura di Friccio e dei suoi compagni italiani galoppa verso la sua sorprendente, beffarda conclusione. Ma, pur nell’irrisione, affiora la dolcezza della memoria: il rimpianto di un paese amato che non c’è più, la nostalgia per un momento della vita di euforica leggerezza. Così, sotto queste spoglie poco serie, vedremo alla fine delinearsi il profilo di un vecchio conoscente: il romanzo picaresco, che tanti, ma evidentemente non l’autore, davano per morto. Si ride.