Angus Wilson

Per chi suona la cloche

Angus Wilson

Per chi suona la cloche

Un album degli Anni Venti
Traduzione di Adriana Motti
Piccola Biblioteca Adelphi, 12
1974, 3ª ediz., pp. 156 , 78 disegni
isbn: 9788845901669
Temi: Letteratura inglese
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Risvolto

Figlia di un re del dentifricio, grassoccia, calata dal suo Middle West nell’Europa dei «favolosi Anni Venti», avida di ogni novità, di grandi sarti e memorabili parties, ma soprattutto di uomini poco raccomandabili – che sceglie generalmente fra boxeur, gigolo e toreri –, la sconsolata vedova Maisie si lancia in sgangherate avventure, che vengono rievocate a più voci, dopo il suo funerale, da figli, parenti e amici. Imbarazzati da tale invadente personaggio, tutti devono però ammettere, a denti stretti, che Maisie, nella sua irrimediabile ineleganza e voracia, era l’unica fra loro che sapesse veramente obbedire al grande imperativo dell’epoca: «divertirsi». Angus Wilson, scrittore dall’infallibile orecchio per i toni sociali, ha costruito su questo pretesto un delizioso balletto – dove le quinte sono Bal Nègre e Cecil Beaton, Josephine Baker e Dékobra, Noel Coward e Cocteau, Isadora Duncan e Gertrude Stein –, un rapido libro dove il lettore, con ogni sforzo, non riuscirà a non ridere, aiutato anche dai pungenti disegni di Philippe Jullian. Pubblicato per la prima volta nel 1953, Per chi suona la cloche è la felice parodia non soltanto di un’epoca e di un costume, ma di un fenomeno che si sarebbe manifestato solo molto più tardi: la trasformazione dei «favolosi Anni Venti» in una faccenda eminentemente di antiquariato turistico.