IN COPERTINA
G.D. Tiepolo, particolare dell’affresco Il Mondo Nuovo. Villa Valmarana, Vicenza.
SINOSSI

Andrea o I ricongiunti è uno dei grandi romanzi del nostro secolo. Come L’uomo senza qualità di Musil, esso nasce nel clima della rovina asburgica, nel crollo di quella tradizione aristocratica dell’Austria che trovò in Hofmannsthal la sua espressione suprema. Iniziata nel 1912, quest’opera avrebbe accompagnato Hofmannsthal fino alla sua morte, avvenuta nel 1929, rimanendo incompiuta e insieme perfetta, chiusa. Nelle sue pagine sembrano tessersi tutti i fili di quella tela misteriosa che fu Hofmannsthal stesso: nitida, rilucente, intatta superficie nella prima parte, distesamente narrata; tenebra geroglifica nella seconda parte, formata dai meravigliosi frammenti dove Hofmannsthal ha svelato le ramificazioni senza fine del pensiero che sottende la sua narrazione.
Hofmannsthal definì l’Andrea come luogo geometrico dei destini, e di fatto egli è l’unico fra i grandi narratori moderni ad aver riconquistato la nozione del destino in tutta la sua arcaica vastità. Ma l’accesso a questa cifra nascosta non è certo immediato: guidandoci nel paese delle maschere, Hofmannsthal ha scelto accuratamente la sua, e così ha dato al suo romanzo l’ingannevole aspetto di un nuovo Bildungsroman.
Il giovane Andrea muove dalla sua Vienna verso la Venezia settecentesca, perché, là, «la gente è quasi sempre in maschera». Il lettore scoprirà gradualmente che questo viaggio educativo è un vero iter iniziatico. Dopo una prima rivelazione, durante il viaggio, dell’estasi e dell’infamia, Andrea si trova subito preso, a Venezia, in un quadrilatero di enigmi, di cui occuperà uno dei vertici, mentre sugli altri compariranno Sacramozo, il Cavaliere di Malta, intelletto platonico che regge le trame degli incontri, la cortigiana Mariquita, «una specie di turbine», e la dama Maria, volutamente separata dalla vita. Ognuno di questi personaggi è sdoppiato, ogni gesto appartiene all’insieme dei quattro e a nessuno, secondo le leggi di una alchimia che qui si presenta sotto specie di racconto. Il trasparente percorso rettilineo della prima parte si trasforma così in una immensa tavola del possibile: il tempo si blocca e balena istantanea l’immagine della totalità dove i personaggi, nelle loro forme distinte, si incontrano una volta per sempre, per diventare, come vuole il titolo, «i ricongiunti».
Andrea o I ricongiunti è apparso per la prima volta nel 1932.

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