Giordano Bruno

Opere magiche

Giordano Bruno

Opere magiche

A cura di Simonetta Bassi, Elisabetta Scapparone, Nicoletta Tirinnanzi
Classici, 67
2000, 3ª ediz., pp. CXLII-1590
isbn: 9788845915093
Temi: Letteratura italiana, Filosofia
€ 110,00 -5% € 104,50
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Risvolto

Nel febbraio del 1600 Giordano Bruno venne mandato al rogo come eretico a Roma, in Campo de’ Fiori. Oggi, sulla piazza, sorge un monumento che lo celebra come eroe del libero pensiero, quasi un antesignano dei fieri laici positivisti di fine Ottocento. Ma tutto questo è un immane equivoco. Giordano Bruno fu avversato dalla Chiesa per ragioni assai differenti, in quanto propugnatore di una «nova filosofia» radicalmente anticristiana, di cui la magia naturale e la «prisca Aegyptiorum sapientia» sono componenti fondamentali. La magia naturale di Bruno si articola soprattutto nei trattati latini – magici e mnemotecnici –, vero nucleo rovente della sua opera. Ma non c’è dubbio che siano i testi di più difficile accesso. Ciò contribuisce a spiegare come mai solo ora, a più di cento anni dalla storica impresa di Tocco e Vitelli, si sia giunti a una nuova edizione, accompagnata dalla traduzione italiana, dei trattati magici. Trattati intorno ai quali si è acceso, in particolare negli ultimi decenni, un dibattito che proprio da una rinnovata lettura ha preso le mosse per offrire una interpretazione originale del contributo filosofico di Bruno. Nel corso del Novecento, infatti, il giudizio critico fortemente negativo degli editori ottocenteschi si è progressivamente rovesciato, e si è diffusa la tendenza a considerare la magia quale elemento decisivo per comprendere sia le posizioni filosofiche sia il progetto politico dell’ultimo Bruno.
Questa nuova edizione, con cui Adelphi dà avvio alla pubblicazione delle opere latine di Bruno, offre per la prima volta non solo il testo integrale del De magia mathematica, ma anche la trascrizione dei numerosi marginalia che corredano gli scritti magici e dei notevoli abbozzi autografi del De vinculis e della Medicina Lulliana; il testo latino è integrato, oltre che dalla traduzione – nel caso della Lampas triginta statuarum, delle Theses de magia e della Medicina Lulliana la prima in lingua italiana –, da un ampio commento.