Pietro Citati

Il Male Assoluto

Pietro Citati

Il Male Assoluto

Nel cuore del romanzo dell'Ottocento
gli Adelphi, 442
2013, 3ª ediz., pp. 457
isbn: 9788845928338
Temi: Letteratura italiana, Critica e storia letteraria
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Risvolto

«Nessuno come Dostoevskij è andato mai così lontano, nel viaggio verso il Male Assoluto: nessuno vi ha mai abitato con tale costanza; e ci ha guardato così, con gli occhi stessi del crimine» scrive Pietro Citati mentre ci accompagna – guida lucida e insieme partecipe, quasi febbrile – attraverso Delitto e castigo. Ma ad attirarlo, ancor più di Svidrigajlov o Ras­kol'nikov, è Stavrogin, in cui «soffia il vento di un vuoto gelido e vertiginoso, illimitato e senza confi­ni»: certo perché scrivendo i Demòni Dostoevskij si è rispecchiato in lui, e «scorgendo questo riflesso, ha avuto paura delle profondità inattingibili del proprio cuore». Sono dunque Dostoevskij e Stav­rogin il nucleo tenebroso di questo libro, do­ve Citati rilegge i grandi romanzi dell'Ottocento (quelli di Balzac, Dumas, Poe, Haw­thorne, Manzoni, Dick­­ens, Flaubert, Tolstoj, Stevenson, James) per coglier­vi in atto la passione del Male, l'incontro con il Male. Li rilegge come soltanto lui sa fare: non da critico accademico o militante ma da «lettore-scrittore» (come ha notato Nadia Fusini), capace di illuminarli prolungandone il fascino nella sua scrittura. E comunicando a noi il desiderio irresistibile di rileggerli a nostra volta.