David Quammen

Alla ricerca del predatore alfa

David Quammen

Alla ricerca del predatore alfa

Il mangiatore di uomini nelle giungle della storia e della mente
Traduzione di Marina Antonielli
La collana dei casi, 61
2005, pp. 602 , Con 8 carte geografiche
isbn: 9788845919510
Temi: Reportage, Mitologie, Simbolica
€ 35,00 · Temporaneamente non disponibile
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Risvolto

Un tempo simboli di forza e di grandezza, temuti e venerati come divinità, glorificati nell’arte, nella poesia e nelle saghe, leoni e tigri, orsi e coccodrilli – i predatori alfa oggetto di questa singolare esplorazione condotta dai Carpazi all’India, all’Australia e all’Estremo Oriente della Siberia – sono ormai specie «terminali». Nell’arco di poche generazioni, sotto la spinta di miliardi di persone, usciranno definitivamente di scena. In fondo, perché rammaricarsene? Sin dalle origini della vita, l’estinzione fa parte delle regole del gioco. Il fatto è che, a differenza di altre specie con le quali non siamo mai stati a contatto, il mangiatore di uomini abita ancora le «giungle della mente» – il nostro inconscio. Ed è ancora in grado, con la sua semplice presenza, di regalarci un brivido – eredità delle remote epoche in cui i cacciatori-raccoglitori erano potenziali prede –, di far riaffiorare in noi la consapevolezza di essere solo un anello della catena alimentare.
La storia del nostro rapporto col mangiatore di uomini parla tanto della forza di un archetipo quanto di un’accanita volontà di rimozione. Che si concretizza in programma: la legge o il selvatico, la città o il bosco, l’ordine o il caos. Da Assurbanipal a Nicolae Ceauşescu – indimenticato sterminatore di orsi –, dall’arco assiro al fucile di precisione, la caccia al predatore ha significato l’affermazione di un potere.
Ma è l’aut aut la vera menzogna. La vista del Grande Invalido dietro l’inferriata di uno zoo ci inquieta perché avvertiamo che insieme con la sua libertà se n’è andato un pezzo della nostra: un mondo che non ospitasse questi esseri sarebbe un mondo diminuito. Quammen guarda il suo soggetto a distanza ravvicinata e al tempo stesso con raffinato distacco, e la sua analisi – che attraversa scienza, letteratura e mito – è sobria, tagliente. Ma soprattutto Quammen ha una qualità rara: sa trasformare reportage, ricostruzione ambientale, osservazione naturalistica in memorabile racconto.