Giordano Bruno

Corpus iconographicum

Giordano Bruno

Corpus iconographicum

Le incisioni nelle opere a stampa
A cura di Mino Gabriele
Classici
2001, pp. CIII-618, Con 400 illustrazioni
isbn: 9788845916670
Temi: Filosofia, Simbolica
€ 80,00 · Temporaneamente non disponibile
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Risvolto

Fra le opere di Giordano Bruno apparse a stampa in edizioni cinquecentesche, diciassette contengono xilografie (spesso inserite nel testo, talvolta fuori testo), per un totale di circa 240 incisioni, in gran parte realizzate dallo stesso Bruno. A questo insieme di figure complesso e articolato il filosofo affida un compito basilare: poiché sono proprio le umbrae, le imagines interiori coniate sulle vestigia delle cose del creato, ad assumere quelle forme iconiche e quegli schemi mentali, simbolicamente efficaci, che divengono veicoli atti a condurre l’intelletto alla gnosi. Affiancando il testo, l’immagine racconta infatti in maniera diversa, approfondisce e integra lo scritto a cui è riferita, e in qualche caso finisce per sostituirlo del tutto, divenendo essa stessa il testo. Sostenuto da una poderosa capacità immaginativa, Bruno realizza un corpus unico nel suo genere: e anche quando si tratta di rielaborazioni di temi geometrici o cosmografici già noti, le peculiarità tecniche e concettuali che sono alla base del processo compositivo rendono queste incisioni, caratterizzate da una straordinaria originalità formale e iconografica, personalissimi prodotti del suo genio.
Qui, per la prima volta, Mino Gabriele (uno dei massimi studiosi italiani di iconografia e iconologia) ci offre il ricco Corpus iconographicum bruniano nella sua interezza, esaminando tutte le xilografie in ordine cronologico, rintracciandone le fonti, chiarendo il rapporto con il testo e proponendo, nel caso in cui tale rapporto si presenti particolarmente oscuro, un’ermeneutica che fornisca una risposta consona e rispettosa, anche filologicamente, dei dettami dell’autore.
Di Giordano Bruno sono apparse presso Adelphi le Opere magiche (2000), nell’edizione diretta da Michele Ciliberto.