Sergio Solmi

Opere, II - Studi leopardiani

Sergio Solmi

Opere, II - Studi leopardiani

Note su autori classici italiani e stranieri
A cura di Giovanni Pacchiano
Opere di Sergio Solmi
1987, pp. 405
isbn: 9788845902451
Temi: Letteratura italiana, Critica e storia letteraria
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Risvolto
«Dico la verità: che Leopardi mi ha sempre commosso, fin da ragazzo»: così Sergio Solmi in un’intervista del 1980. E queste parole meglio di altre ci indicano di quale natura fosse il rapporto che legò per la vita Solmi a Leopardi: una consonanza profonda, un timbro comune, un’emozione remota, il senso di una «ferita originaria» e la ricerca di una conoscenza che soltanto quella ferita può concedere. La letteratura, per Leopardi, fu «la forma essenziale del suo destino», ma parole molto simili Solmi applicò una volta a se stesso («la letteratura era una forma del mio destino»). Tutto questo può aiutare a capire il carattere intimo, e pieno di vibrazioni segrete, dei saggi su Leopardi che Solmi è venuto scrivendo a partire dagli Anni Cinquanta, quando Raffaele Mattioli gli aveva affidato l’incarico di curare i due tomi delle Opere del poeta, nella collana Classici italiani della Ricciardi.
Dopo quell’occasione, Solmi tornò più volte a Leopardi, sempre su registri diversi, oscillando fra pagine propedeutiche e altre di sottile mimesi. E, via via che procediamo in questi saggi, ci rendiamo conto anche del variare dell’immagine di Leopardi nel mondo intorno a Solmi. Particolarmente prezioso, in questo senso, il carteggio inedito con Sebastiano Timpanaro, acuto rappresentante di una interpretazione «progressiva» di Leopardi a cui Solmi seppe replicare con argomenti che rimangono definitivi. Dopo gli studi su Leopardi, che sono a tutt’oggi quanto di più bello si possa leggere sul poeta, vengono raccolti in questo volume saggi sparsi su autori classici, dove si incontreranno i notevolissimi Appunti su Góngora e le considerazioni sulle Elegie Romane di Goethe, oltre a note su Tolstoj, Cervantes, Morgenstern e altri. Anche questi testi possiamo leggerli con la certezza di incontrarvi quelle osservazioni discrete, precise e penetranti di cui Solmi era maestro.