Jurgis Baltrušaitis

Aberrazioni

Jurgis Baltrušaitis

Aberrazioni

Saggio sulla leggenda delle forme
Traduzione di Anna Bassan Levi
Fuori collana
1983, pp. 172
isbn: 9788845905612
Temi: Arte, Simbolica, Storia del gusto
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Risvolto
«Le verità metafisiche sono le verità delle maschere» scrisse Oscar Wilde. E Baltrušaitis qui aggiunge, sulla base della sua enorme esperienza di storico e celebratore delle aberrazioni fantastiche: «Sono anche le verità delle favole. Le illusioni e le fantasie che nascono intorno alle forme corrispondono a una realtà, e generano a loro volta forme in cui immagini e leggende vengono proiettate e si materializzano nella vita. Alcune di quelle favole formano l’argomento di Aberrazioni: la favola della bestia nell’uomo, la fiaba delle pietre figurate, il romanzo della foresta gotica e la rivelazione del Paradiso e della Cina, di epoche e contrade remote in un giardino. Scelte in un repertorio immenso – l’intero universo è stato continuamente ricreato dai poeti e dai logici – esse si ricollegano a quattro grandi temi: figura umana, repertorio iconografico, architettura, natura-giardino, dandoci un’idea della vastità e della varietà di queste regioni incantate.
«Le leggende si sono formate naturalmente secondo concezioni valide e in virtù di apparenze, ma, introdotte nel campo della speculazione, si sono sviluppate con rigore implacabile, spingendosi in certe fasi oltre i limiti della ragione. Non si tratta di un incidente del pensiero: nomi illustri, filosofi, eruditi, scrittori e artisti di prima grandezza si trovano spesso associati alle considerazioni più bizzarre. In questi momenti si rivela la potenza assoluta della fantasia: tutta l’umanità assume lineamenti animaleschi, nei trattati di scienze naturali si moltiplicano minerali raffiguranti mondi viventi e rovine, le cattedrali s’innalzano insieme agli alberi, e i giardini si riempiono di ogni sorta di epoche e luoghi. Tutto prende corpo in una logica imperturbabile, con analisi tecniche ardue e un’incontestabile erudizione mitologica e storica.
«I metodi di identificazione dei corpi dell’uomo e della bestia, le esegesi scientifiche della genesi delle immagini nella pietra, l’assimilazione delle cattedrali gotiche alle foreste druidiche, alle piramidi egizie e alle lanterne dell’Estremo Oriente, l’evocazione in uno spazio limitato di una fantasmagoria universale e drammatica sono aberrazioni nei due sensi del termine: uno smarrimento, una deviazione dell’intelletto, un fenomeno ottico il cui effetto consiste nel far vedere i corpi (celesti) in luoghi e direzioni in cui non si trovano. Tuttavia le aberrazioni corrispondono a una realtà delle apparenze e posseggono un’innegabile facoltà di trasfigurazione. La vita delle forme dipende non soltanto dal luogo in cui esse esistono realmente, ma anche da quello in cui vengono viste e si ricreano.
«Citando testi che appaiono spesso quasi insensati, testi disprezzati e respinti dagli studiosi della nostra epoca o completamente snaturati in versioni moderne, abbiamo tentato di ricostruire l’insieme dell’articolarsi di uno sviluppo morfologico e di metterne in risalto la poesia e la significanza. Le aberrazioni contengono anche verità metafisiche. I temi che trattiamo non appartengono soltanto a campi diversi, ma anche a diverse civiltà. Essi spaziano, secondo i casi, dall’Antichità classica e dal Medioevo fino all’Ottocento o al Novecento, dall’Estremo Occidente al Celeste Impero. Tutti si ricollegano alle medesime preoccupazioni e ne confermano la permanenza. Questo libro si colloca in un complesso di ricerche sulle deformazioni della visione e della mente».
Di questo complesso di ricerche, che ha esso stesso una forma erudita e fantastica, quasi per una delicata assimilazione agli oggetti che tratta, abbiamo già pubblicato Anamorfosi e Lo specchio. Aberrazioni vi si aggiunge ora, in una stesura ampliata e arricchita rispetto alla prima, apparsa nel 1957. Questa nuova edizione viene pubblicata simultaneamente in Italia e in Francia.