Friedrich Nietzsche

La filosofia nell’epoca tragica dei Greci e Scritti dal 1870 al 1873

Friedrich Nietzsche

La filosofia nell’epoca tragica dei Greci e Scritti dal 1870 al 1873

Traduzione di Giorgio Colli
Opere di Friedrich Nietzsche
1973, 3ª ediz., pp. XII-439, Volume III- Tomo 2
isbn: 9788845900266
Temi: Filosofia, Antichità classica
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Risvolto

Gli scritti degli anni 1870-1873, raccolti in questo volume, ci mostrano quali molteplici vie Nietzsche tentasse già agli inizi della sua opera. Mai soltanto filosofo o filologo o polemista o poeta, ma sempre attratto simultaneamente da vocazioni discordanti, che poi si comporranno, col tempo, in una figura unica, Nietzsche oscilla in quegli anni fra diversi modelli di pensiero, di tono, di stile. Il centro è la Grecia: così da una parte abbiamo i testi ricchi di suggestioni che segnano la travagliata formazione della Nascita della tragedia – vi possiamo seguire il formarsi delle categorie apollineo e dionisiaco e vi troviamo analisi affatto nuove, estetiche e storiche, che prendono spunto da problemi della tragedia greca –, dall’altra l’importante testo che dà il titolo a questo volume, La filosofia nell’epoca tragica dei Greci, dove Nietzsche traccia, con grande immediatezza, un profilo del pensiero greco delle origini: è il progetto più ambizioso di questi anni, primo esempio di quell’approccio del tutto personale ai pensatori, da essere singolare a esseri singolari, che poi resterà caratteristico di Nietzsche. Un altro suo motivo, e cioè la polemica contro il concetto moderno di cultura, si manifesta poi nelle conferenze Sull’avvenire delle nostre scuole, centrate su temi che poi riappariranno riorchestrati nelle Inattuali. Infine è di questi anni lo scritto forse più sorprendente del primo Nietzsche, una fulminante anticipazione delle più radicali scoperte teoretiche degli anni successivi: il saggio Su verità e menzogna in senso extramorale. È un frammento rapidissimo, abbagliante, che passa quasi fuggendo su voragini: in queste pagine viene scalzata alla radice – e non, per la prima volta, in una prospettiva di innocuo scetticismo – la nozione stessa di verità. La quale, si può dire tranquillamente, da quel colpo non si è più ripresa.