SINOSSI

Per Mandel’štam, il viaggio in Armenia, che durò per qualche mese del 1930, fu una discesa «negli stadi abissali del linguaggio»; là dove «vedere, udire, capire – tutti questi significati, un tempo, confluivano in un unico fascio semantico». Così, in queste pagine, che si presentano con la sprezzatura di una stenografia diaristica, assistiamo al prodigio della continua geminazione delle immagini, a un ultimo convito dell’analogia, prima che il «nero velluto della notte sovietica» inghiotta il poeta. L’Armenia, «regno di pietre urlanti», divenne per lui il luogo di una primordiale fusione geologica fra il mondo cristiano-giudaico e quello ellenico, come dire fra le due lingue della sua poesia.

Volumi dello stesso autore
Osip Mandel’štam

Conversazione su Dante

Dante nella lettura di Mandel’štam.
A cura di Serena Vitale
Piccola Biblioteca Adelphi, 764
2021 / pp. 116 / € 13,00  € 12,35
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Altre edizioni
Osip Mandel’štam

Quasi leggera morte

Uno scrigno di poesia purissima.
A cura di Serena Vitale
Piccola Biblioteca Adelphi, 702
2017 / pp. 91 / € 12,00  € 11,40
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Osip Mandel’štam

Il rumore del tempo

La prosa di Mandel'štam – rapsodica, discontinua, metaforica sino all’estremo – è uno fra gli esempi più alti di quella prosa assoluta che ha contrassegnato la letteratura novecentesca (un caso parallelo e diversissimo fu quello di Gottfried Benn). Mandel'štam procede per associazioni e divaricazioni fulminee, non meno...
A cura di Daniela Rizzi
Biblioteca Adelphi, 587
2012 / pp. 209 / € 22,00  € 20,90
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