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I detti di Confucio

gli Adelphi, 512
2016, 3ª ediz., pp. 255
isbn: 9788845931406

€ 13,00  (-5%)  € 12,35
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IN COPERTINA
Anonimo, Ritratto di Bi Shichang (ca XI secolo). The Metropolitan Museum of Art, New York. 2016 the metropolitan museum of art/art resource/scala, firenze
TEMI
SINOSSI

«Confucio era un saggio: una figura che la civiltà occidentale non conosce, o ha conosciuto quasi soltanto alle origini. Noi siamo abituati a distinguere: quello è un filosofo, quello un letterato, quello un politico, quello un pedagogo, quello un romanziere, quello uno specialista in chimica o fisica. Confucio era insieme tutte queste cose e nessuna di queste cose: poteva sembrare, volta a volta, un metafisico o un politico o un moralista, ma qualsiasi frase dicesse, era abituato a portare tutte le proprie parole verso il centro, trasformando la verità metafisica in politica, la morale in letteratura. Detestava gli specialisti: gli uomini “unilaterali”, con una faccia sola e un lavoro solo».

Pietro Citati

Nella mirabile traduzione di uno dei massimi sinologi, il classico che, insieme al Tao tê ching, compendia un’intera civiltà: la Cina.