I centomila canti di Milarepa, I

I centomila canti di Milarepa, I

Traduzione di Kristin Blancke, Franco Pizzi
Biblioteca Adelphi
2002, 2ª ediz., pp. 307
isbn: 9788845916991
Temi: Testi tibetani, Poesia, Buddhismo
€ 25,00 -15% € 21,25
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Risvolto

Nell'opera capitale del buddhismo tibetano, compilata nel XV secolo dallo «yogin folle di gTsang», alla Vita di Milarepa, in cui si raccontano le vicissitudini, i crimini, le prove e il riscatto del Grande Mago, fa seguito la vasta raccolta dei Canti che qui presentiamo, consacrata alle sue successive avventure. In brevi, scintillanti episodi non di rado di alta comicità, pervasi di delicata irriverenza, sono incastonati gli ammaestramenti impartiti in forma poetica da Milarepa, che con parole semplici, quali solo possono sgorgare dall'esperienza e da una conoscenza certa, insegna con sapienza impareggiabile l'arte sottile della meditazione, dando nel contempo libera espressione alla gioia e alla libertà sconfinate che ne sono il frutto. E gli incontri, spesso prodigiosi, con numerosi personaggi – beffardi esseri «non umani», dotti compiaciuti della loro scienza polverosa, discepoli devoti o riottosi, taumaturghi pronti alla sfida, creature umili disposte a essere toccate nel cuore – diventano altrettante occasioni per additare quella condizione naturale della mente tersa e imperturbabile in cui tutti i fenomeni appaiono quali sono, eterei e inafferrabili, in un perenne zampillio di immagini, pensieri, sensazioni che, insostanziali ed effimeri, solcano senza ostacoli il cielo vuoto della coscienza. I centomila canti di Milarepa, vera e propria summa del buddhismo tantrico, sono ancora oggi fonte d'ispirazione e oggetto di venerazione nel mondo tibetano. Con questo volume, Adelphi ne avvia la prima edizione integrale in lingua italiana. La traduzione, condotta confrontando le migliori edizioni disponibili del testo, è corredata da un vasto apparato di note e da un'introduzione che espone i punti nodali della storia, delle dottrine e delle pratiche del buddhismo indo-tibetano, fornendo la cornice entro cui si collocano le figure di Milarepa e di gTsang sMyon Heruka.