Richard Cobb

Tour de France

Richard Cobb

Tour de France

Traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti
Biblioteca Adelphi, 309
1995, pp. 483
isbn: 9788845911545
Temi: Reportage, Storia contemporanea
€ 30,00 -15% € 25,50
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Risvolto
Richard Cobb è uno storico che ama con pari intensità gli archivi e il camminare all’aria aperta. Non è mai riuscito a disgiungere l’attività del ricercatore da quella di chi mette il piede nella porta per allungare lo sguardo là dove non dovrebbe. Ma il luogo dove lo sguardo dello storico osa spingersi è innanzitutto la terra dei morti: una landa sterminata, in cui solo a pochi è concesso avere un nome e una storia. E non è detto che quei pochi siano i soggetti più interessanti. Anzi, l’atteggiamento dell’insolente Richard Cobb si riallaccia idealmente a quello di Zazie, che usava dire: «Napoléon, mon cul: il m’intéresse pas du tout, cet enflé, avec son chapeau à la con». Mentre un gruppo di oscuri criminali fiamminghi può occasionalmente accendere i fuochi fatui dell’indagine, perché il vero storico «vuole condannare chiunque a vivere».
Questo Tour de France è un vagabondaggio di cui lo stesso Richard Cobb ha fissato le tappe con capricciosa imprevedibilità, ma sempre attraverso territori che ha lungamente battuto. Così ci troveremo a errare per le strade di Parigi, Bruxelles, Le Havre, Marsiglia, Bayeux e Roubaix, ma su quelle della provincia inglese, dove Cobb è cresciuto e ha imparato le regole del suo mestiere – non tanto all’università quanto dal suo «zio favorito», un medico di campagna che lo prendeva con sé nei suoi giri ed era «un pettegolo terribile». E ci aspettano anche incursioni nella vita privata di Robespierre e incontri con ambigui e affascinanti personaggi della Parigi notturna, inchieste su criminali del primo Ottocento e divagazioni sul calendario rivoluzionario francese. Con puntate verso mondi che gli storici ortodossi preferiscono ignorare (o ignorano semplicemente): quelli di Queneau, Pagnol, René Clair e Simenon. Mondi che Cobb conosce come una vecchia guida e osserva amorosamente, perché sa che soltanto lì può ritrovare un certo tessuto, un certo sapore della sua Francia: «La storia, oltre che letta, deve essere percorsa a piedi, vista, annusata, origliata».
Tour de France raccoglie testi apparsi tra il 1975 e il 1990.