Arthur Schopenhauer

Parerga e paralipomena II

Arthur Schopenhauer

Parerga e paralipomena II

Traduzione di Mazzino Montinari, Eva Amendola Kuhn
Classici
1983, pp. 917
isbn: 9788845905476
Temi: Filosofia
Temporaneamente non disponibile
Wishlist Wishlist Wishlist
Risvolto
Il fondamento e il terreno su cui si fondano le nostre nozioni e scienze è l’inspiegabile. Perciò ad esso riconduce ogni spiegazione, mediante un numero maggiore o minore di membri intermedi: allo stesso modo sul mare lo scandaglio tocca il fondo ora a maggiore ora a minore profondità, ma alla fine deve raggiungerlo, ovunque. Questo inspiegabile riguarda la metafisica». La Seconda Parte di Parerga e paralipomena si apre con queste parole, che subito puntano all’essenziale, con quella immediatezza e quella capacità di sgombrare il campo da ogni intralcio che è peculiare di tutto Schopenhauer. Ma questo filosofo di un unico pensiero, che è quello su cui regge Il mondo come volontà e rappresentazione, conosceva anche in modo stupefacente l’arte della variazione. Talvolta come un grande saggista di scuola inglese, talvolta come uno storico antiquario, talvolta come un aspro moralista seicentesco, talvolta come un emissario vedantico nelle terre occidentali, comunque in un succedersi inesauribile di maniere e di gesti, Schopenhauer continua a ruotare intorno al suo pensiero, che ogni volta lo illumina secondo un angolo diverso. E già i titoli delle singole sezioni di questa Seconda Parte dei Parerga ci accennano a queste diverse angolature: Sulla filosofia e il suo metodo; Alcune considerazioni sul contrasto fra cosa in sé e apparenza; Aggiunte sulla teoria della nullità dell’esistenza; Del suicidio; Del leggere e dei libri; Del sesso femminile; Dell’educazione. Alla severa impalcatura del Mondo come volontà e rappresentazione si vengono così a sovrapporre, punto per punto, queste riflessioni sinuose, arrischiate, che vogliono ogni volta mettere alla prova la teoria sulle realtà più ingannevoli. Si può dire che proprio in queste pagine la lettura di Schopenhauer raggiunga il suo grado di suprema fascinosità, tanto da farci capire con simpatia quel che Borges una volta ha dichiarato: «Ho studiato a fondo il tedesco in realtà soltanto per poter leggere Schopenhauer nell’originale».
Pubblicati nel 1851, i Parerga sono equivalenti per ampiezza al Mondo come volontà e rappresentazione e, assieme a questo, costituiscono i quattro quinti dell’opera di Schopenhauer pubblicata durante la sua vita. L’autore vi lavorò per sei anni, dal 1845 al 1850, e anche dopo la pubblicazione continuò a dedicarsi a quest’opera, annotando correzioni e aggiunte.