«Labatut scrive di scienziati come Roberto Bolaño scrive di poeti. Sono figure quasi mitiche, colte con la coda dell’occhio del romanzo»
(«Chicago Review of Books»).
Come e quando gli incubi di Lovecraft, le visioni di Philip K. Dick e l’inquietante matematica di Hilbert abbiano finito per diventare qualcosa che assomiglia al nostro mondo. O peggio, che lo è.