Kolchoz. Intervista a Emmanuel Carrère

Vedere Voci · Puntata 12

Kolchoz. Intervista a Emmanuel Carrère

Durata: 31:17

«Quando siamo bambini amiamo i nostri genitori, crescendo li giudichiamo, e poi – con un po’ di fortuna – li perdoniamo». Per raccontarci del suo ultimo romanzo, Emmanuel Carrère, che abbiamo intervistato, prende in prestito da Oscar Wilde una citazione. È in effetti una frase appropriata, per cominciare a dire di quello che nel libro è contenuto: amore filiale, giudizio, fortuna e perdono, in “Kolchoz”, contribuiscono a disegnare una costellazione luminosa. E col passo di appassionato cronista che gli è proprio, Carrère ripercorre stavolta il disegno di una vita a lui contigua: quella di sua madre, Hélène Carrère d'Encausse, senza far sconti alle sue tante durezze, ma rendendole l’omaggio più grande che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.

I libri di cui si parla in questa puntata
Emmanuel Carrère

Kolchoz

«Da piccolo ho amato mia madre come non ho amato e non amerò mai nessuno in vita mia».

«Kolchoz è un libro magistrale. Il libro di un narratore virtuoso al culmine della propria arte, capace di destreggiarsi, divagare e dissertare con magnetica naturalezza per dare al suo racconto l’andamento di una sinfonia in cui i diversi movimenti si rispondono, si completano, si prolungano senza fine» («Le Nouvel Observateur»).
Traduzione di Francesco Bergamasco
Fabula, 435
2026 / pp. 407 / € 22,00  € 20,90
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2026 / pp. 407 / € 22,00  € 20,90
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