J. William Schopf

La culla della vita

J. William Schopf

La culla della vita

La scoperta dei più antichi fossili terrestri
Traduzione di Patrizia Messeri
Biblioteca Scientifica, 34
2003, pp. 499, 148 ill. b/n e 8 tavv. a colori
isbn: 9788845917547
Temi: Paleontologia
€ 32,00 -5% € 30,40
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Risvolto
Un problema scientifico unanimemente giudicato insolubile e però fondamentale – dall’Ottocento in poi, il «convitato di pietra» di ogni discussione sull’evoluzione – era l’assenza di qualsiasi traccia fossile di vita precambriana: la storia documentata della vita sulla Terra pareva cominciare improvvisamente con il Fanerozoico, attorno a 550 milioni d’anni fa. Per la teoria darwiniana, una spina nel fianco («può essere un valido argomento contro le opinioni qui esposte» scrive lo stesso Darwin nell’Origine delle specie). Nel tentativo di colmare questo vuoto, nomi illustri – come Dawson – si giocarono la reputazione.
La soluzione dell’enigma era nascosta ad Apex, in un’arida pietraia dell’Australia nordoccidentale. Schopf vi giunge nel 1993 a conclusione di un darwiniano «lungo ragionamento» iniziato fin dagli anni dell’università, per ritornarne trionfante con i fossili dei più antichi organismi conosciuti: cianobatteri vecchi tre miliardi e mezzo di anni. L’età della vita, dunque, va moltiplicata almeno per sette – uno sprofondamento evolutivo che ci porta quasi a ridosso della solidificazione della crosta terrestre.
Ma Schopf ha in serbo altre novità. La più sorprendente – uno dei punti forti di questo libro che è al tempo stesso teoria e avvincente resoconto di una scoperta – è che in qualche modo anche l’evoluzione si è evoluta. Dopo la fioritura iniziale (400 milioni di anni) che aveva prodotto la varietà di forme di Apex, per tre miliardi di anni essa interessò non la morfologia, ma la biochimica. Ecco il motivo dell’apparente stasi evolutiva. Darwin, allora, non lo poteva sapere. Inoltre le leggi del cambiamento non sono sempre state quelle classiche della specializzazione e dell’estinzione. E se nel Fanerozoico prevalse la competizione, nel Precambriano vigeva la cooperazione. Singoli procarioti e comunità batteriche simbiotiche hanno letteralmente «assemblato» la vita. Solo in seguito la cellula eucariotica e la sessualità hanno cambiato le regole del gioco. E l’evoluzione ha iniziato la sua corsa.
La culla della vita è apparso per la prima volta nel 1999.