Stefan Zweig
Momenti fatali
Biblioteca Adelphi
traduzione di Donata Berra 2005 , 4ª ediz. , pp.  306 euro 20,00 in libreria dal 31 agosto

Ritratti, Prose saggistiche, Letteratura mitteleuropea

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risvolto
Maestro della narrazione storica, come dimostrano le sue biografie di Maria Antonietta, di Erasmo o di Magellano, Zweig ci offre con Momenti fatali, che alla Storia attinge, il racconto - non meno folgorante della novella Amok - di alcuni passaggi decisivi nella vicenda dell'uomo: dalla caduta di Bisanzio, fra urla di turchi e di cristiani, al vagone piombato in cui Lenin attraversa la Germania con destinazione Pietrogrado e la rivoluzione bolscevica; da quell'unico uomo che a Waterloo provoca la disfatta napoleonica (e non è l'Imperatore) alla scoperta del Pacifico; dalle prime parole che corrono lungo un cavo transoceanico nel 1858 al sogno di pace formulato nei quattordici punti del presidente Wilson all'indomani della Grande Guerra. Sono momenti rari, «ore stellari» in cui maturano decisioni che trascendono la contingenza e che, «fulgide e immutabili come le stelle, risplendono sopra la notte dell'umana caducità» illuminando Händel che compone il suo Messiah senza mangiare né dormire, o l'oscuro Rouget de Lisle che esce dall'anonimato per eternarsi con La Marsigliese, Dostoevskij salvato all'ultimo momento dalla fucilazione, o Tolstoj in fuga da Jasnaja Poljana verso la libertà.
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