Andrej Longo
Chi ha ucciso Sarah?
Fabula
2ª ediz. , pp. 177
euro 17,00
Letteratura italiana
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risvolto Un pomeriggio di agosto, verso la metà degli anni Novanta. Nel silenzio immobile della controra, una voce chiede aiuto. Una volta, due volte, dieci volte il grido risuona nell’androne ombroso di una elegante palazzina di Posillipo. Poi il silenzio, di nuovo, avvolge la strada. Nessuna porta si è aperta, nessuno degli inquilini ha risposto all’appello della ragazza. In quell’androne la troverà, morta, un giovane poliziotto, uno che viene da un posto che sembra appartenere a un altro mondo, nella periferia orientale della città. È la prima volta che vede un cadavere – e quella ragazza potrebbe avere la sua età. Nel vuoto sospeso di una Napoli dove chi può permetterselo è partito per le vacanze, e chi non può aspetta Ferragosto per andare a passare una giornata a Ischia o a Procida, il giovane poliziotto si intestardisce a chiedersi chi era quella sua coetanea che sembrava così normale, chi ha potuto ammazzarla, e perché. Interrogherà i vicini, rintraccerà gli uomini che l’hanno amata. Scoprire la verità (tanto imprevedibile quanto inquietante) lo indurrà a guardare con meno candore, e a giudicare con meno benevolenza, quella parte della città i cui abitanti, pur non essendo né camorristi né spacciatori né tossici – ma liberi professionisti, intellettuali, «gente perbene», insomma –, hanno anch’essi i loro ignobili segreti, le loro viltà nascoste. Non solo: strappandolo al suo angusto orizzonte di indifferenza e di egoismo, gli farà capire che all’indifferenza e all’egoismo, così come alla paura, ci si può anche ribellare.
recensioni
Giorgio Di Rienzo, Le verità nascoste della gente perbene, Corriere della Sera, 7 ottobre 2009
Giovanni Pacchiano, Imbroglio napoletano, Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2009
Stella Cervasio, La Posillipo di Sarah, l’altra faccia di Gomorra, la Repubblica, 19 settembre 2009