Della cosa ultima
2004, 2ª ediz., pp. 554
isbn: 9788845918551
Filosofia
€ 45,00 –15% € 38,25
Risvolto
Quale cosa attinge, in ultimo, lanima dopo essersi aperta, attraverso langoscia, alla ricerca di sé? È questo linterrogativo che sottende loriginale articolarsi del nuovo libro di Massimo Cacciari. Tre voci in dialogo tra loro e con i Maggiori loro da Platone a Husserl, da Tommaso a Cusano a Karl Barth cercano di rispondere a tale domanda, ognuna seguendo il proprio «demone custode»: la voce portatrice di un autentico e radicale scetticismo dellIntelletto, la voce che incarna latto di fede in lotta contro se stesso, e infine quella dellAutore, che agli amici si rivolge anche attraverso due lunghe serie di lettere, riprendendo, sviluppando e se necessario criticando le idee della sua più importante opera teoretica: DellInizio. Infatti, dopo aver indagato, in Geofilosofia dellEuropa e nellArcipelago, lirriducibile pluralità delle radici culturali presenti nel paesaggio europeo, lattenzione di Cacciari torna a volgersi a quel «cominciamento» che è il problema filosofico fondamentale. La cosa ultima, quindi, non è che lInizio: qui però non è più semplicemente inteso come indifferente insieme di tutte le possibilità, bensì come linfinità stessa della cosa nella sua inalienabile e intramontabile singolarità. Solo attingendo alla cosa ultima, toccandone lessenza divina, lanima esprime la propria unica, possibile libertà. E il fare filosofia si manifesta allora per ciò che sempre, e ancora una volta, dovrebbe essere: movimento di liberazione.










