ADELPHIANA
 
PUBBLICARE
E RECENSIRE

 

ROBERTO CALASSO

In effetti, nella NYRB senti in azione una sorta di mente non disposta a lasciare passare la prosa sciatta. Nel TLS – che pure considero una delle grandi istituzioni su cui si basa il mondo occidentale – no. Senti che ci sono alcuni recensori ottimi, altri meno. E poi trovi vari articoli di persone affidabili che seguono una buona tradizione. Lo si legge con piacere, si imparano molte cose, ma non si ha mai quella sensazione di avere fra le mani qualcosa che, nel suo insieme, ha una fisionomia inconfondibile. Anche perché la scelta dei libri di cui parlare è piuttosto accidentale, mentre nella NYRB è sottilmente ragionata.
In breve, nel TLS si avverte una certa debolezza in due elementi: uno è la forma, appunto, e l’altro il giudizio – non del singolo, ma della rivista nel suo insieme. Due parole antiquate, ma necessarie. Chi scrive deve averne nozione, ovviamente. E chi legge deve percepirli da solo, senza bisogno di alcuna pedagogia. Il vero trucco – e anche il vero divertimento – del mestiere di editore sta innanzitutto qui, nel far tornare questo strano conto.

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