incipit
Alicia Erian
Beduina
Fabula
traduzione di Giuseppina Oneto pp. 349 euro 18,00

Letteratura nordamericana

copertina

 
tratto da «Beduina»
Il fidanzato di mia madre si è preso una cotta per me e lei mi ha mandato a vivere con papà. Io non ci volevo andare. Papà è nato in Libano e parla inglese con un accento strano. Mia madre lo ha conosciuto all'università, si sono sposati e hanno avuto me, poi hanno divorziato quando avevo cinque anni. È successo perché tuo padre è meschino e prepotente, mi ha spiegato lei. A me il divorzio dei miei non mi ha sconvolta per niente. Mi era rimasta impressa una scena: papà dava uno schiaffo alla mamma e lei gli strappava via gli occhiali, pestandoli sotto il tacco sul pavimento. Non so perché stessero litigando, ma ero contenta che almeno lui non ci vedesse più.
Tutte le estati, comunque, mi toccava passare un mese con papà e mi veniva la depressione. Poi, quando era ora di andare a casa, mi tornava il buonumore. Era un'ansia, vivergli vicino. Voleva che ogni cosa fosse fatta in un certo modo, che però sapeva solo lui. Il più delle volte non mi azzardavo neanche a muovermi. Un giorno ho versato un po' di succo di frutta su uno dei suoi tappeti di chissà dove e lui ha detto che non avrei mai trovato marito.
Mia madre sapeva benissimo come stavo insieme a lui, ma intanto mi ci ha mandato a vivere lo stesso. Era fuori di sé perché piacevo al suo fidanzato. Gliel'ho spiegato che non doveva preoccuparsi, che tanto a me Barry non piaceva, ma mi ha risposto che non era quello il punto. Secondo lei, io me ne andavo sempre in giro con le tette dritte in fuori ed era difficile che Barry non lo notasse. Ci sono rimasta proprio male, perché non potevo farci nulla se le mie tette erano così. Non mi era mai saltato in mente che Barry potesse notarmi. Avevo solo tredici anni.
 


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